eccolo l'uomo che si lascia frequentare solo di profilo
se cadi davanti a lui puoi cadere solo più in basso del suo cuore
un cuore a lui sembra una cosa un po' sudicia, una cosa da tavolo operatorio o macellaio
lui preferiscela carne
così
se sprofondi ti verranno chieste in eredità solo mani e bocca e fica
quelle si possono scindere da noi
quelle sono solo cose
queste sono occasioni infette
quelle che divaricano lo sguardo e incagliano il respiro ad altri visi, ad altre attese che si condensano nelle reni
se c'è il bello c'è il brutto
se c'è il bene c'è il male
essere o non essere
difficile e facile
alto e basso
lungo e breve
prima o dopo si necessitano
dipendono
si creano
si definiscono a vicenda
agire senza fare
insegnare senza dire
lasciare venire le cose
lasciare andare le cose
vivere senza possesso
vivere senza attesa
non necessitare
dipendere
definire
non vedere
bello o brutto
bene o male
solo l'esserci
solo essere
usare ma non consumare
vuoto eterno
riempito di infinite possibilità
non è qui
ma è sempre qui
aveva aperto gli occhi
si sorprendeva a guardarlo e all'improvviso a vederlo
a lungo aveva cercando di riconciliarsi con ciò che il tempo le aveva lasciato
ora vedeva fino alla sospensione della parola
fino a quello shock
fino a quegli occhi che erano sfuggiti e si erano chiusi
aveva aperto gli occhi
si soprendeva a guardarsi e all'improvviso a vedersi
ora vedeva che i suoi occhi non erano più di due differenti colori
ora vedeva che l'unico desiderio di quell'occhio, che aveva creduto suo, era stato quello di ritrovare un oggetto perduto come di acquistarne uno che ancora non aveva, così da farlo diventare improvvisamente la sua ragione d'essere
ora vedeva un unico colore
ora sapeva che dei suoi occhi si poteva fidare
perchè quello che viveva dentro di loro
viveva dentro di lei

viali di notte con i semafori lampeggianti
con il caldo che si mischia al freddo
fumo lento che sale a confondersi con l'aria
antenne simili a scheletri su questi edifici tutti uguali
trasparenze al limite del tangibile nell'immaginare quando non si vorrebbe immaginare
odore d'estate che prevale
odore notturno
fogli di carta piegati tra il mattino e la sera nella luce che continua a migrare
ricorrono pensieri e ricordi per ricostruire tasselli di un mosaico
scappo lontano dalla memoria, senza profondità
un silenzio geometrico che racchiude tutte le parole che conosco
questo continuo, fitto di emozioni e vuoti infiniti, a cosa serve?
sensazioni che mi appartengono, che non condivido, che mi dissolvono
mi fermo e non sopporto
riparto ma è troppo doloroso
torno indietro
oltre il senso delle parole
in quel posto profondo
ma quello che rimane non ha più senso

onde ancora
come pagine come emozioni
instabili ingiallite nei picchi
sottolineature
evidenze che sfuggono per non sfuggire
memoria tempi andati
piccoli padiglioni dove poter sussurrare umori
percorsi e ricerche
coraggio e timore
impatto luminoso
valutando l'oscuro
torna il futuro
tutte le tonalità di grigio
fermate intermedie
rincorrendo le onde
scalza e senza tempo
giorni spazzati giorni spezzati
come fossero il cardine di quello che scorre
come il passato come il presente
come una cosa infinita come mondi che si aprono e si chiudono
sempre uguali sempre diversi
con lo stesso tempo
con lo stesso tempo nel tempo
poi musica e colore finiscono
perchè devono ricominciare
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il corpo sogna
la voluttà è terribile, ti insegna che hai un corpo
vorresti credere che ti serve solo per vivere, ora sai che ha un esistenza solo sua, suoi sogni, una sua volontà e che devi fare i conti con lui, cedere, transigere o lottare
credi di sentire che la tua anima è appena migliore del tuo corpo, ma l'anima è morta prima di lui ed è solo il suo respiro
sulla lingua non c'è sapore
sulle mani non c'è odore
non sei più tu a custodire un segreto è lui che custodisce te